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    Un percorso tra storia, tradizione, profumi e sapori 
Musei delle Crete - Val d'Arbia
 
Collezioni

A San Giovanni d’Asso, nei suggestivi spazi sotterranei dell’antico castello, è stato allestito il primo museo italiano dedicato al tartufo.

L’esposizione inizia con una rapida rassegna multimediale che mostra al visitatore la variegata presenza di questo tubero nella nostra cultura. Conosciuto ed apprezzato già nel mondo classico, nel Medioevo assunse significati sinistri, come cibo delle streghe. Se Mattioli nel Cinquecento ne studiò attentamente le caratteristiche botaniche, Moliére. il secolo dopo, lo associò, nell’omonima commedia, all’ ipocrisia umana. La sezione si conclude con il racconto di un tartufaio moderno sulla passione che spinge lui ed il suo fedele cane a sfidare la cattiva stagione per la raccolta di questo pregiato tubero.

Il tartufo è un elemento che colpisce fortemente i sensi, e proprio al rapporto dei sensi dell’uomo con il tartufo è dedicato il secondo spazio del museo, dove il visitatore può controllare le sue capacità sensoriali in un continuo gioco interattivo con l’allestimento. Si susseguono punti allestitivi che hanno per protagonista il tartufo che, in un continuo gioco interattivo, viene presentato insieme ad altri componenti del suo ecosistema e può essere riconosciuto in giochi interattivi che investono tutti i sensi.

Il tartufo, il cane e l’uomo è il titolo della terza parte, che si svolge in una piccola cavea. rivolta verso un grande telo su cui vengono proiettati dei multimediali.
Dopo il precedente approccio sensoriale, in questa sezione si cerca di dare una informazione scientifica sul tartufo, di mostrare alcuni aspetti della raccolta e di presentare l’insostituibile compagno del tartufaio: il cane.

Il percorso prosegue secondo la sequenza naturale per cui dalla raccolta si passa alla conservazione ed infine al consumo a tavola del tartufo. L’allestimento si dilata in due spazi opposti, da una parte un frugale spaccato di cucina contadina, dall’altra una raffinata e ricca tavola borghese. Il tutto è accompagnata da alcuni multimediali. Il primo mostra alcuni metodi corretti di conservazione del tartufo e di preparazione di alcuni piatti, mentre il secondo presenta un ricco ricettario, ovviamente a base di tartufi, ed il visitatore può scegliere un piatto e farlo stampare. Lo troverà poi all’uscita.

Il percorso presenta un’ultima sezione espositiva dedicata alle erbe selvatiche che, come il tartufo, sono un prodotto spontaneo e che offrono un’ ampia gamma di possibilità di utilizzo che spaziano dall’alimentazione alla farmacopea.



Conclude il percorso il Centro di Documentazione, un luogo pensato per permettere ai visitatori ulteriori approfondimenti sul tartufo.